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  • by generasalute
  • 17 Marzo 2021

    Cosa fare per preservare la fertilità in vista di un trattamento di chemioterapia?

    La cure a cui le pazienti oncologiche devono sottoporsi possono danneggiare la loro fertilità. Ma oggi è possibile custodire questo ‘tesoro’ attraverso il congelamento degli ovociti. “Prima di un trattamento di chemioterapia – spiega Silvia Colamaria, ginecologa del centro GeneraLife di Roma – è sempre opportuno consultare uno specialista in medicina della riproduzione per valutare la possibilità di criopreservare i propri ovociti, visto che il trattamento potrebbe comportare una parziale o totale riduzione della propria riserva ovarica. Per preservare la fertilità è possibile effettuare un trattamento di stimolazione ovarica per prelevare successivamente gli ovociti che verranno congelati e messi a disposizione durante tutto l’arco della vita fertile di una donna che più o meno si considera fino a prima del compimento del 50° anno. L’intervento di preservazione è un prelievo ovocitario che è un intervento ambulatoriale chirurgico che si effettua in sedazione profonda. Ha una durata di circa 10 minuti ed è poco invasivo”.  

    PRESERVAZIONE DELLA FERTILITÀ FEMMINILE

    Libricino informativo “CONOSCERE PER SCEGLIERE”

    Scarica il  libricino informativo “Conoscere per scegliere” , composto da 20 domande con relative risposte, nasce proprio con lo scopo di mettere a disposizione di tutti, uno strumento di facile consultazione per informare sia le donne che i diversi specialisti, spesso carenti in informazione, sulle più recenti tecniche di conservazione dei gameti sia maschili che femminili. Questo libricino, offre informazioni semplici e comprensibili su quali siano le principali indicazioni alla crioconservazione ovocitaria, ne spiega le diverse tecniche e le statistiche rispetto alle percentuali di successo per ottenere una gravidanza futura. Chiarisce in che modo le terapie oncologiche mettano a rischio la fertilità, specifica come tale rischio dipenda da fattori diversi come l’età al momento della diagnosi e all’inizio della terapia, il tipo e il dosaggio della chemio, l’esposizione e la dose della radioterapia e consiglia sempre, in queste situazioni, la crioconservazione degli ovociti. Consiglia, inoltre, di non superare i 38 anni di età per sottoporsi a questa tecnica, mettendo a disposizione indicazioni sulle indagini necessarie per la valutazione della riserva ovarica e le modalità di prelievo degli ovociti. Chiarisce anche il dato relativo alla quantità di ovociti per avere le maggiori possibilità di ottenere una gravidanza: almeno otto per ottenere un tasso di gravidanza intorno al 40% ma più sono, ovviamente, meglio è. Infine sono riportate anche le stime che dicono come le probabilità di ottenere un bambino dopo lo scongelamento degli ovociti siano molto alte: sino al 40% in donne entro i 38 anni, intorno al 10% nelle donne più adulte. Per scaricare il libricino clicca QUI