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  • by Cristiana Ubaldi
  • 27 Gennaio 2023
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Il monitoraggio dell’ovulazione (monitoraggio follicolare) consiste nel sottoporre la paziente a determinati controlli ecografici tramite sonda transvaginale, per controllare la crescita dei follicoli.

“Quando la paziente ha difficoltĂ  a restare incinta, spiega Fabio Perricone, ginecologo e responsabile del trattamento di PMA del centro GeneraLife di Napoli, è suggerito praticare dei controlli ecografici monitorando l’accrescimento follicolare. Questi controlli – continua il ginecologo – consentono di sapere quali sono i giorni piĂą fertili del mese e di instaurare eventuali terapie che favoriscano l’accrescimento follicolare”.

Qual è il periodo migliore?

“Si comincia il monitoraggio preferibilmente fra il secondo e terzo giorno rispetto l’inizio del ciclo mestruale. Le ecografie si ripetono a distanza di pochi giorni l’una dall’altra e vengono misurati sia i diametri dei follicoli che lo spessore dell’endometrio”.

Cosa fare quando si arriva alla maturazione del follicolo?

“I parametri che indicano l’avvicinamento alla completa maturazione del follicolo, si verificano allorchĂ© i follicoli raggiungono un diametro di 18-22 mm. Tale volume ci fa ipotizzare che all’interno del follicolo ci sia un probabile ovocita maturo. Giunti a questo punto, in base al protocollo stabilito, si procede in diverse modalitĂ , a seconda della scelta terapeutica. Se si tratta di un monitoraggio dell’ovulazione per rapporti mirati, si suggerisce eventuale assunzione di gonadotropina corionica (il dosaggio è in relazione a determinati parametri). In tal caso alla coppia viene consigliato di concentrare i rapporti un paio di giorni dopo la probabile ovulazione. I rapporti vanno ripetuti a giorni alterni per assicurare la migliore qualitĂ  del liquido seminale. In tal modo, aumentano le probabilitĂ  di incontro dell’ovocita con lo spermatozoo. Parallelamente al monitoraggio follicolare è possibile praticare anche dei dosaggi dei livelli di estradiolo e progesterone nel sangue. Ogni ovocita maturo, ipoteticamente presente in un follicolo di 20 mm circa, produce da 150 a 200 pg/ml di estradiolo. Conoscere sia il valore dell’estradiolo che le dimensioni del follicolo – conclude l’esperto – consente di determinare con piĂą precisione la risposta al trattamento”.

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