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  • by generasalute
  • 24 Febbraio 2021

    Che cos’è la TESE?

    Ce lo spiega Rossella Mazzilli, endocrinologa e androloga del centro GeneraLife di Roma. “La TESE (TEsticular Sperm Extraction) – sottolinea – è una procedura chirurgica che può essere effettuata nei casi di azoospermia, cioè quando non sono presenti spermatozoi nell’eiaculato, per tentare di recuperare gli spermatozoi direttamente dal testicolo mediante una biopsia, al fine di poterli utilizzare per le tecniche di procreazione medicalmente assistita. La procedura dura circa 15-30 minuti e viene effettuata in sala operatoria, con anestesia locale o generale. Varianti della TESE sono la micro-TESE (Microsurgical TEsticular Sperm Extraction), che prevede l’utilizzo del microscopio durante la procedura, e la MESA (Microsurgical Epididymal Sperm Aspiration). I pazienti ci chiedono spesso qual è la probabilità di recuperare spermatozoi: questa dipende molto dalla causa dell’azoospermia. Nelle forme non ostruttive (da cause genetiche, da traumi, da orchiti, secondarie a cicli di chemio/radio terapia, ecc.), la percentuale di successo è circa del 50%. In generale, è tanto più bassa quanto minore è il volume testicolare e maggiore è il valore della gonadotropina stimolante il testicolo alla produzione di spermatozoi, ossia il valore dell’FSH (Follicle Stimulating Hormone). La situazione è migliore nelle forme ostruttive, dove la funzione testicolare è mantenuta, il valore di FSH risulta normale e le dimensioni dei testicoli sono nei limiti di norma. In questi casi, infatti, la probabilità di recuperare spermatozoi e quasi del 100%, e potrà essere effettuato anche un tentativo di recupero mediante agoaspirato, sia dal testicolo (Percutaneous Epididymal Sperm Aspiration – PESA/ Fine Needle Aspiration – FNA), che dall’epididimo (Percutaneous Epididymal Sperm Aspiration – PESA). L’utilizzo di spermatozoi testicolari per la fecondazione in vitro potrebbe associarsi a una ridotta percentuale di fecondazione degli ovociti, ma non comporta nessun rischio aggiunto per l’embrione”, precisa in conclusione.